Mission

Il Porto di Trieste rientra tra i 23 porti italiani sedi di Autorità Portuale.

Le Autorità Portuali sono enti pubblici non economici, dotati di autonomia amministrativa, di bilancio e finanziaria, istituiti dalla legge di riordino della legislazione in materia portuale, L. 28 gennaio 1994, n. 84. Sono dotati di personalità giuridica pubblica e sottoposti alla vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Organi di tali Enti sono il Presidente, il Comitato portuale, il Collegio dei revisori dei conti ed il Segretariato generale, il quale si avvale di una Segreteria tecnico-operativa che nello scalo triestino attualmente prevede 94 unità.

La circoscrizione territoriale dell’Autorità Portuale di Trieste – così come individuata dal Decreto 6 aprile 1994 del Ministro dei Trasporti e della navigazione, in attuazione dell’art. 6, comma 7 L. 84/1994 – è costituita dalle aree demaniali marittime, dalle opere portuali e dagli antistanti specchi acquei, compresi nel tratto di costa che va da Punta Ronco (Muggia) al torrente Bovedo (Barcola). La circoscrizione comprende anche cinque Punti Franchi: Punto Franco Vecchio, Punto Franco Nuovo, Punto Franco Scalo Legnami, Punto Franco Olii Minerali e Punto Franco Industriale. L’area del Porto di Trieste soggetta allo status di Porto Franco (da intendersi come sommatoria dei Punti Franchi) è particolarmente estesa (1.765.000 mq su un territorio portuale complessivo di 2.304.000 mq).

L’Autorità Portuale ha il compito preminente di indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali e industriali esercitate nel porto; è inoltre competente per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale e per l’affidamento e controllo delle attività di fornitura agli utenti portuali di servizi di interesse generale.

La riforma del 1994 ha precluso alle Autorità Portuali lo svolgimento di funzioni operative che sono state trasferite a soggetti privati, mentre alle Autorità Portuali competono la pianificazione ed il coordinamento delle aree e dei servizi portuali. Queste funzioni vengono svolte attraverso la predisposizione di un Piano Operativo Triennale, che determina le strategie di sviluppo delle attività portuali, e di un Piano Regolatore Portuale, che determina la destinazione d’uso delle aree portuali.

Le Autorità Portuali rilasciano inoltre le autorizzazioni per lo svolgimento delle operazioni portuali (carico, scarico, trasbordo, deposito e movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale nell’ambito portuale) e le concessioni di aree e banchine alle imprese portuali cosiddette terminaliste, sulla base di piani d’impresa e a fronte del pagamento di un canone.

Le Amministrazioni portuali rilasciano altresì le concessioni ex artt. 36 ss del Codice della Navigazione (licenze, atti formali, autorizzazioni, etc.); l’Autorità portuale di Trieste gestisce attualmente circa 400 licenze di concessione e 30 atti formali pluriennali.

Le risorse finanziarie delle Autorità Portuali sono costituite dai proventi derivanti dai canoni di concessione demaniale di aree e banchine, dai canoni di autorizzazione per l’esercizio di operazioni portuali, dai proventi derivanti dalla cessione di impianti, dal gettito delle tasse sulle merci sbarcate ed imbarcate nel porto, dalle tasse erariali e di ancoraggio, dai contributi delle regioni, degli enti locali e di altri enti ed organismi pubblici, nonché da entrate diverse. Il conto finanziario dell’Autorità Portuale di Trieste ha registrato al 31 dicembre 2012 un avanzo di amministrazione di oltre 13 milioni di euro e con un utile netto dell’esercizio pari a 10,5 miliardi di Euro, più che raddoppiato rispetto al 2008.